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sabato, giugno 14, 2008

Fatti realmente accaduti

In città non esiste il silenzio. L’orario non fa alcuna differenza: la giornata è scandita da echi di ambulanze lontane e la notte è rotta dalle corse di motorini impazziti. Dovrò farci l’abitudine, lasciare che tutto diventi un sottofondo indistinto, una colonna sonora che accompagni i dialoghi, le pause, i risvegli.
Mi sto calando lentamente nella dimensione della metropoli, percorrendo i vicoli del quartiere, familiarizzando con le distanze relative dettate dal traffico. Non può esistere una conoscenza precisa, non si può determinare il tempo necessario per spostarsi da un punto all’altro. Vaghe supposizioni, indizi, pronostici. Dettati da intuizioni sulla mappa che raffigura forse un terzo dell’area metropolitana.
Il fatto positivo è che qui nessuno si spaventa se gli chiedi un’informazione. Non c’è diffidenza, paura, ognuno è felice di poter essere utile. Può addirittura succedere che un cameriere di ristorante vada a prendere il TuttoCittà per mostrarvi la strada. O può anche accadere che una turista vi domandi gentilmente un indirizzo e siate in grado di darle una risposta. Perchè in tutta quella confusione ha chiesto casualmente proprio la via per il bar sotto casa vostra.

venerdì, dicembre 14, 2007

Principio di relativita'

Come la cronaca influisce sulla vita privata. Sciopero degli autotrasportatori, traffico paralizzato, tutti a piedi nelle citta' ecologiche per paura di restare senza benzina. Mi raccontano anche di scene di panico nei supermercati, vecchietti che svuotano gli scaffali e riempiono i carrelli, scorte da crisi cubana e crisi atomica. In mezzo a tutta questa frenesia non mi sono accorto di nulla. Si, forse c'erano meno posti liberi sull'autobus. Forse anche meno pasta nel piatto della mensa. Ma niente che non potesse essere spiegato con uno speciale di Bruno Vespa sul consumismo della vita moderna. Abbiamo tutti paura di essere presi alla sprovvista, alla faccia dell'istinto di sopravvivenza che ci porta avanti da qualche milione di anni.

Come la cronaca influisce sulla vita privata. Ieri mattina alle undici i funerali degli operai della Tyssen Krupp presso il duomo di Torino. Tutti i luoghi di lavoro in Italia osservano un minuto di silenzio. Doveroso, sicuramente. Ma provate voi a stare al telefono con qualcuno e seguire le linee guidee aziendali: "Signor (cognome del Cliente), se non le dispiace desidero osservare un minuto di silenzio nazionale in occasione del funerale delle vittime delle acciaiere di Torino. Fra un minuto saro' nuovamente a sua disposizione. (Rimanere in silenzio, possibilmente senza mettere il cliente in attesa). Se il cliente non accetta di essere messo in attesa, ringraziarlo ed invitarlo a contattarci piu' tardi".