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sabato, novembre 29, 2008

Cronache marziane

Chissà perchè mi lascio sempre affascinare dallo spazio. Da ogni piccolo dettaglio, ogni scoperta irrilevante, che scatena l’immaginazione. Forse perchè è una delle poche cose indefinite che ci restano, talmente sotto gli occhi di tutti da passare inosservata. O forse perchè in fondo spero che ci sia davvero qualcuno la fuorì, su altri pianeti. E spero per loro che non abbiano la pelle verde.

L’ultima notizia è questa: è stata trovata una particella di zucchero nello spazio. Si, zucchero, quello che abbiamo tutti nella credenza della cucina. E l’articolo d’apertura di qualche esimio giornalista non può far altro che cadere in un serie di luoghi comuni sconvolgenti: “Il brodo primordiale è dolce e viene preparato nella cucina dello spazio, con la polvere di stelle a fornire gli ingredienti e gli astri in via di formazione che danno il calore necessario”. D’accordo.
Tralaltro non ho idea di come si possa individuare una particella a ventiseimila anni luce di distanza. Nè sono a conoscenza se si trattasse di zolletta o zucchero in bustina. L’unica indicazione che ci viene data è che ha una temperatura simile a quella della Terra durante una giornata estiva. Quindi un po’ sciolto. L’equipe di scienziati conclude rassicurandoci sul fatto che debba esistere altro zucchero nello spazio.
E sembra essere una buona notizia: la piccola particella è considerata un elemento fondamentale per la nascita della vita. Ma sono ancora molti i passi che ci separano dalla conoscenza del processo che porta una bustina di zucchero a trasformarsi in essere umano. E senza pelle verde.

mercoledì, luglio 02, 2008

Evidenza

L'obiettivo dichiarato di oggi è creare un mondo migliore. Lo dicono un po' tutti, qualcuno in fondo ci spera, e per una volta voglio seguire il branco e accodarmi a quest'ondata di ottimismo. Cambiamo il mondo, d'accordo. Come i quattro amici al bar, come Obama e Gorbaciov prima di lui, come i verdi e Scajola, anche se non nello stesso modo.
L'importante è essere d'accordo che c'è qualcosa che non va. Giusto così, in linea generale, senza approfondire troppo. Sono sempre belli gli ideali, comunque vada, ma nella realtà delle cose tutto è un po' differente.

Premetto che quello che dirò da adesso in avanti è solo una banale generalizzazione, che si contraddice nel momento stesso in cui esiste. Comunque, prendiamo un problema a caso, di quelli che crescono in maniera esponenziale e attanagliano l'umanità.
Esempio numero uno, la fame nel mondo. E' scientificamente provato che se fossero tutti vegetariani ci sarebbe cibo in abbondanza ovunque. Basterebbe coltivare a cereali le distese utilizzate per l'ingrasso di animali in allevamenti intensivi, che il più delle volte mangiano nel terzo mondo e sono mangiati qui da noi. Esempio due, la crisi energetica. Ben venga la ricerca di fonti alternative, ma il problema è un altro. La domanda cresce ogni giorno, il benessere dilaga, si bruciano più risorse nel solo anno duemilaotto che in tutto il medioevo. Esempio tre, l'inquinamento. Qui vago un po' nell'incertezza, le soluzioni probabilmente ci sono ma hanno un costo difficile da gestire, con un conseguente calo del tenore di vita difficile da accettare.
Con questo cosa voglio dire: che il mondo può cambiare, sta cambiando. Con i piccoli gesti di ogni giorno, con la liberalizzazione della cultura e della conoscenza, che pone le basi per un futuro più consapevole. Prenderemo coscienza della necessità di fare delle rinunce. E sceglieremo tranquillamente il mondo che vorremo creare. Perchè a tutto c'è rimedio, basta avere la volontà per seguire la strada corretta.

martedì, maggio 08, 2007

Come un pomeriggio d'estate

Un pomeriggio in bicicletta e via, fuori dalla città, dalla confusione, alla scoperta di cosa si nasconde laggiù, oltre le periferie malfamate e i palazzi che si fanno altissimi. Traffico, pubblicità e cemento lentamente spariscono per lasciare spazio a pianure spazzate dal vento, macchie d’alberi che non sono tutti in fila come quelli dei giardini, distese coltivate. Ogni tanto un pueblo, un’accozzaglia di case, un piccolo paese.
Tappa obbligata a Alboraia. Così finalmente ho visto un campo di chufa. Forse addirittura una serra. Di questa strana pianta che si coltiva solo qui e dalla quale si estrae una bibita, l’horchata. O orxata in valenciano. Che poi neanche lo so come è fatta una pianta di chufa. Come d’altronde non distinguo farro, miglio, soia... Forse il granturco si, se non sbaglio è quello con le pannocchie. E poi a mia discolpa c’è da dire che non è il periodo migliore per riconoscere le piante, dai campi spunta solo qualche germoglio, un abbozzo di foglia, punti verdi su distese assolate come bottoni su una camicia. Un senso generale di tranquillità che contrasta con la città lontana, con le schiere di macchine rese roventi dal sole, con i disegni della tangenziale sul territorio. E che si sposa invece col mare, placido, all’orizzonte.

E da questa strana realtà esce pure un gruppo di musica elettronica. Orxata Sound System. Che ancora non ho sentito, ma mi ha messo la curiosità addosso. Perchè guardandomi intorno proprio non riesco a immaginare i coltivatori con i loro carretti di chufa e la drum ‘n bass in cuffia.

lunedì, aprile 30, 2007

Ping Pong

Cina batte America. L’unico episodio che ricordo è del 1971, mondiali di ping pong, in Giappone. Statunitensi massacrati mentre Mao Tse Tung e Nixon se la ridono in tribuna, dando inizio a un periodo di riavvicinamento dopo le passate tensioni politiche. Per la cronaca, la leggenda vuole che giocasse anche Forrest Gump. Da li in poi abbiamo sempre pensato allo strapotere Usa da una parte e ai cinesi curvi nei campi di riso dall’altra. Ma negli ultimi anni non è stato proprio così.
Ormai la Cina è una realtà, concreta, che avanza. Cuce più vestiti e scarpe di chiunque altro al mondo. E’ il primo produttore di giocattoli. E’ lo stato che vende più televisori. In fondo, se ci si pensa bene, un essere umano su sei è cinese. Ed è una nazione che coniuga un’incredibile crescita tecnologica con un’arretratezza diffusa. Infatti è uno dei pochi paesi al mondo ad usare ancora il carbone, di cui è ricchissima. Carbone che nell’immaginario collettivo è collegato a treni del far west, a vapore; beh, lì ci sono davvero.
Ma la Cina è anche il maggiore investitore in energie rinnovabili. E’ il paese con la prima centrale eolica a levitazione magnetica. Cosa sia, come funzioni e perchè, proprio non ne ho idea. L’unica cosa che ho capito è che lavora meglio di una centrale eolica (nome più difficile uguale idea migliore), soltanto che non si può decidere quanta energia produrre. E non si può accumulare, neanche attaccando un miliardo di pile beghelli allo spinotto d’uscita.

In realtà oggi Cina batte America in una regata di vela. China Team, l’equipaggio peggiore che accumula chilometri di distacco ha compiuto l’impresa sconfiggendo Oracle. Poco conta che la barca americana abbia spezzato un cavo d’acciaio in partenza lasciando che la vela di prua se ne andasse per conto suo. Poca conta che l’altra unica vittoria cinese sia arrivata per ritiro degli avversari. Il tabellone oggi recita Cina 2 America 0. Il sorpasso è iniziato.
...

giovedì, aprile 26, 2007

Altri mondi

E’ stato scoperto un nuovo pianeta. L’ultimo di una lunghissima serie. La buona notizia è che è uguale alla Terra. Leggermente più grande, ma pare per il resto molto simile. Si trova verso la costellazione della Bilancia, a solo 20,5 anni luce di distanza: tante rocce sicuramente, forse anche alberi e prati fioriti. Perchè la temperatura dovrebbe essere tra zero e quaranta gradi, quindi con acqua allo stato liquido, scoiattoli mammuth e merluzzi. Nessuna stagione anomala, nessuna siccità già in primavera, nessuna previsione di estate torrida. Se non altro perchè un anno sul simpatico pianetino dura tredici giorni. Infatti ruota attorno a una stella nana rossa, chiamata amichevolmente Giese581, decisamente più piccola del nostro Sole.
Una volta guardavamo il cielo e ci facevamo tante domande, formulavamo ipotesi, senza poter mai avere nessuna conferma, nessuna conoscenza sulla quale lavorare. Lentamente abbiamo scoperto l’immensità che ci sta intorno, pezzo dopo pezzo, anche se la strada da percorrere è sempre lunghissima. E ogni nuovo tassello che aggiungiamo alla nostra mappa celeste riapre l’affascinante ipotesi che ci sia qualcun altro, là fuori, oltre a noi.
Chissà, forse proprio oggi gli abitanti del pianetino potrebbero aver scoperto la Terra. E potrebbero viaggiare con la mente fantasticando su altri mondi.