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martedì, gennaio 01, 2008

Controcorrente

La tradizione impone che l’anno inizi con una lista di buoni propositi. Come se da oggi tutto riprendesse nuova vita, come se fosse un’occasione da prendere al volo per rimettere in sesto sogni e speranze. D’altronde tra un tortellino e un arrosto si e’ sempre ottimisti.
Il fatto e‘ che la rete pullula di messaggi di buoni propositi. Tutti vogliono esprimere il loro desiderio di dimagrire dopo la catena cena pranzo cena delle vacanze, tutti si rendono disponibili ad aiutare gli altri, tutti aspettano il momento opportuno per rivelare le proprie capacita’. E io non voglio sembrare controcorrente. Anche perche’ internet straripa di cinici metodici che stroncano la buona volonta’ del prossimo. Quindi dire che non si vogliono fare buoni propositi perche’ non serve aspettare capodanno per darsi da fare e’ un po’ come seguire la moda.

Non scrivo i miei progetti e non leggo i vostri. Restiamo d’accordo.
Ce l’ho fatta, anche quest’anno sono controcorrente.

venerdì, dicembre 28, 2007

Stakanovismi

L’idea che mi frulla per la testa è questa. Oggi mi hanno comunicato i turni per la prossima settimana e se non sbaglio dovremmo essere negli ultimi giorni del duemilasette. Anzi, ne sono quasi certo. E mi hanno anche detto che si usa festeggiare, non si sa bene se per l’anno che se ne va o quello che arriva. Comunque il piano d’azione è questo: arrivo in ufficio alle quindici del trentuno dicembre, resto fino alle ventitre. Festino fino all’alba, sei e mezza sette. Caffè e doccia gelata. Autobus festivo, vuoto immagino. Lavoro dalle dieci alle diciotto. Un after hour come si deve, con tanto di fame chimica e palpebra calante.

D’altronde mi sembra l’unica soluzione, non bisogna mai farsi condizionare troppo dagli impegni. Un po’ come faceva Stakanov, che se ne stava giorni e giorni nella sua bella miniera di carbone e non era mai stanco. Specializzatissimo, svolgeva da solo tutta l’opera di precisione e lasciava i trasporti pesanti ai colleghi, con un aumento della produttività di quattordici volte. Tutto bene, fino a quando l’Unione Sovietica non iniziò a chiedere a tutti di fare come lui.
Grazie Stakanov, se lavoriamo anche a capodanno e anche un po’ merito tuo.