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giovedì, febbraio 03, 2011

Vite parallele

GIORNO 12, BOGOTA', COLOMBIA


Sentirsi a casa ed essere dall'altro lato del mondo. E' incredibile come una citta' possa entrarti nel cuore, come si possa condividere cosi' tanto con persone cresciute in ambiente, cultura e tradizioni differenti.
Sono nel quartiere della Candelaria, il centro storico della citta' ma anche una sorta di roccaforte universitaria, piena di spazi d'epressione, luoghi d'incontro, teatri e locali. Quasi sulla cima della collina, che da li a poco si trasforma in aspra montagna, si trova una piazzetta, plaza del Chorro de Quevedo. Sembra di stare nel centro di Bologna.

Gente seduta sui gradini a leggere col sole sulla fronte, un attore da un lato che intrattiene un gruppo di studenti, giocolieri e muri dipinti. Una giornata alla scoperta di vicoli stretti e colorati, vitali. E poi bella serata in un locale sulla settantesima con la community di viaggiatori della quale faccio parte.
A ridere con un professore di filosofia che ha provato a lavorare in Italia, e si e' ritrovato a distribuire volantini per le strade di Seregno. A parlare con una ragazza afro spagnola che fa la volontaria a Bogota'. A insegnare a un gruppo di colombiani come gli italiani parlano muovendo le braccia.

E sentendo che il mondo e' tutto li. E' esperienza e racconto. Indifferente trovarsi in un bar della Garbatella o sulla cima dell'Everest. Sono le persone, con il loro bagaglio di vita ed emozione, a rendere speciale un incontro, un momento. Sono le persone, che per quanto diverse possano essere, ti fanno sentire a casa.

lunedì, giugno 30, 2008

Il giardino di casa

Qualche giorno in giro per Roma, come un turista. Perchè in fondo quando si vive in una città si scade inevitabilmente nell'ordinario, nel già visto. Ed è in quei momenti che l'incontro con qualcuno che visita per la prima volta l'Italia può cambiare il tuo modo di vedere le cose.
Sto diventando un sostenitore sempre più accanito dello scambio culturale, della scoperta che nasce da un confronto, del divanismo. Ovvero dell'ospitare ed essere ospitato, da persone che non conosco ma delle quali condivido una certa concezione della vita, come un viaggio mai banale e sempre ricco di novità ed emozione. Forse non riesco neppure ad immaginare cosa significhi per un giapponese, un texano, un uzbeko, mettere piede per la prima volta a Roma. Tanto è abitudinario per un italiano vivere in mezzo all'arte e alla cultura.
C'è bisogno di apertura mentale, è necessario considerare sempre molteplici punti di vista. Senza parlare dei turisti attraverso luogni comuni, senza pensare a come truffarli facendo loro pagare un bicchiere d'acqua un euro. Il mondo si fa sempre più piccolo e affollato, in continuo movimento. Bisogna apprezzare, conoscere, anche quello che si trova fuori dal giardino di casa.

venerdì, gennaio 04, 2008

Vacanze di Natale

“Durante le vacanze di Natale, in un albergo di Cortina, si intrecciano le avventure di un gruppo di turisti”. Era il 1983 e qualcuno a suo modo stava segnando la storia del cinema. Una trama fatta di incroci e fraintendimenti che come non mai ha saputo rinnovarsi di anno in anno. O meglio, rinnovarsi solo nel titolo, visto che la breve trama riportata si adatta perfettamente a ogni pellicola. Poca importa che sia una crociera, un viaggio in India, una settimana a New York.
Ma non è di questo che volevo parlare. Piuttosto del fatto che adesso tanti vanno in vacanza e si fanno un sacco di problemi. Poca avventura e molta programmazione, tanto relax e poco viaggio. Vogliono sapere i dettagli meno importanti, le particolarità trascurate. Il primo pensiero del vacanziero a quanto pare e’ trovare il modo di restare in contatto con tutto ciò che ha a casa. Allora sappiate che il vostro telefono ultima generazione funziona in tutto il mondo, ma che non potete mandare messaggi se siete in Iraq o Afghanistan. Che novità, direte voi. Qualche problema pure in Pakistan, Sudan, Ghana e Giordania. In più dall’Olanda non potete telefonare a Papua, come in Repubblica Ceca sarete bloccati verso le isole Salomon. Bene, ora sapete tutto, andate e divertitevi.

Intanto io che ancora sono impegnato in questa città invece di concedermi un viaggio mi sono portato i viaggiatori a casa: una coppia di Boston, conosciuta tramite questo meraviglioso programma di scambio di ospitalità. Così anche a me sembra di trascorrere queste vacanze in qualche lontana località.

mercoledì, novembre 14, 2007

Viaggio ai confini del divano

La domenica in tv c’è un programma che molti dovrebbero vedere. Non tanto per lo stile da avanspettacolo che lo caratterizza, ma piuttosto per il messaggio che trasmette. “Sofa SoGood”, tre del pomeriggio, AllMusic. Due matti che girano il mondo e lo raccontano a modo loro, in equilibrio tra irriverenza e provocazione. Interviste al limite dello scandalo e una sana voglia di raccontare il tutto con occhi diversi.
Quello che mi fa veramente piacere è vedere finalmente un programma che si interessa alla grande rete di Couchsurfing (www.couchsurfing.com). Un sito che raccoglie tutti coloro che nel mondo sono predisposti a incontrare gente nuova, altre culture, a viaggiare per vivere realmente la realtà che ci circonda. Ogni iscritto offre il proprio divano a chi cerca ospitalità, crea un profilo e può essere ospitato in tutto il mondo. Può anche solo offrirsi per prendere un caffè con i viaggiatori o mostrare loro la propria città. Una volta in Spagna, Groenlandia, Nuova Zelanda può contattare chi ha un divano libero. Viaggiare a costo zero e incontrare chi vive nel paese che si sta visitando. Ogni città organizza poi incontri, feste, aperitivi.
Una comunità in continua espansione che parla decine di lingue, cucina sushi e kebab, spaghetti e paella. Un’opportunità per chi desidera fare della propria casa il centro del mondo. O per chi vuole saltare da un divano all’altro in giro per il mondo.