venerdì, febbraio 25, 2011
lunedì, maggio 14, 2007
L'auberge espagnole
Ho come l’impressione di un cambiamento nell’aria. Forse gente che va, gente che viene. Perchè sta arrivando chi si farà qua l’estate, per lavorare, stare un po’ al mare, imparare lo spagnolo. In fondo nei prossimi mesi dicono che passeranno di qui qualcosa come sei milioni di turisti. Intanto chi è qui per studiare inizia a completare progetti, preparare esami. Si ha tutti un po’ meno l’intenzione di stare in aula e in biblioteca e un po’ più la necessità di starci.
Fatto sta che venerdì sera festa in spiaggia, ancora freddo nell’aria ma sabbia che scotta. Cinque spagnoli, tre francesi, un’americana, novantotto italiani. Sabato festa in appartamento, qualche tedesco in più ma italiani che spuntano da ogni angolo. Penso sia perchè gli italiani non si tirano mai indietro quando c’è da divertirsi. E non è detto in senso negativo. Si può benissimo studiare, lavorare, imparare, progettare di giorno, senza lasciarsi però assorbire da tutto questo. Senza essere il proprio lavoro, senza tagliare tutto il resto, anche con un esame che incombe. Cosa che uno svedese o un giapponese penso non farà mai. Per via di una mentalità che apprezzo ma non condivido; o meglio, non in assoluto. Non tutta la vita, non in ogni occasione, in ogni istante.
Così il mio appartamento spagnolo (o il mio auberge espagnole, che fa più fascino), la mia vita spagnola, è sempre più bianca rossa verde. Che poi “auberge espagnole” è il titolo di un film che parla di un ragazzo che va in erasmus in Spagna con tutti i luoghi comuni che ne seguono, con la danese che mangia solo biscotti al burro, col tedesco e le lattine di birra, con l’italiano uè uè. E me lo devo vedere. Per dare un tocco internazionale a questa Little Italy.
domenica, aprile 08, 2007
Consigli per gli acquisti
Voglio fare un po’ di pubblicità. Perchè poi qualcuno va in vacanza a Valencia, pensa “adesso mi cerco su internet qualche posto carino dove andare la sera mangiare tacos e sentire gente col sombrero che suona le maracas” e invece non trova niente.
E poi la strada. Che è il vero punto di ritrovo di una città, come da noi penso non sia più. Con due chitarristi fantastici in piazza alle cinque del mattino. Con gli spagnoli orgogliosi e un po’ molesti. Con gli italiani, sempre e comunque. Con i portoghesi, in cerca di festa. Con tutti coloro che semplicemente si divertono con le persone con cui stanno.
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giovedì, marzo 15, 2007
Notizie dal fronte
Oggi iniziano ufficialmente Las Fallas. La città respira a fatica, ogni via è intasata di luci, petardi, musiche, persone. Lingue e dialetti dal mondo, canzoni, vento e colori.Passando davanti a plaza de toros ho visto una strana agitazione. Persone che pulivano, sistemavano, con una fretta preoccupante. Senza cadere nei luoghi comuni dello spagnolo scansafatiche, è raro vedere qualcuno che lavora a questa velocità. Gli spagnoli si danno da fare sempre, ma con i loro tempi. Poi leggendo un manifesto ho capito, ci sarà un altra corrida oggi, dopo quella convenzionale delle cinque del pomeriggio. O meglio, come mi ha spiegato un folkloristico venditore di picche (ma chi se la compra una picca?), si terrà un’esibizione dei tori che scenderanno domani nell’arena. Una sorta di corrida ecologista, nella quale uomo e animale si fronteggiano ad armi pari, senza spadino e picadores, girando furiosamente attorno a quel quadrato di stoffa rossa. Sei animali, tra i quali il “famoso toro Farruquito”. Che poi mi chiedo come faccia ad essere famoso un toro. Infatti dopo una sola corrida la carriera finisce, e in malo modo. Per intendersi da domani sera non si parlerà più di Farruquito. Forse è famoso in allenamento, magari è solo il toro più grosso, quello che lotterà strenuamente per evitare la fine dei cinque predecessori.
Perchè domani si troverà davanti una specie di promessa delle scuole di Spagna, un ragazzino di diciannove anni vincitore di premi, decorazioni, eletto miglior giovane dell’anno. In una disciplina al limite tra il macabro e l’eroico. Manifesti appesi per le strade mostrano foto dei toreri scintillanti e i loro inquietanti curriculum. Perchè ci si può complimentare per la loro bravura con un’ovazione, con un silenzio, o regalando loro l’orecchio dell’animale sconfitto. Accuratamente segnati come vanto, come carta di presentazione delle capacità di un torero.
mercoledì, marzo 07, 2007
Al limite del paranormale
Al limite del paranormale, che l’ultima arrivata in casa chieda cinque euro a testa perchè i prezzi delle camere non le sembrano divisi equamente. O che una ragazza finlandese, dopo cinque mesi a Valencia, parli ancora inglese, lamentandosi per la scarsa conoscenza linguistica di italiani e spagnoli. O che l’altra conquilina a mezzanotte batta i pugni sul muro della camera chiedendo silenzio, per una volta che ho invitato qualcuno a cena. Certi comportamenti mi sembrano talmente ridicoli che non mi interessano neppure. Solo credo che un’esperienza simile capiti una volta nella vita, vada vissuta a pieno, senza continuare a pensare “a casa mia si fa così”, ma incontrando stili di vita diversi, orari sballati, personaggi unici. Passando magari una serata ascoltando musica e mangiando l’insalata con miele e mostarda preparata dagli olandesi ospitati in questi giorni. Senza troppi perchè, senza bisogno di garanzie e sicurezze.
Per la cronaca ho dato cinque euro alla conquilina, sono uscito a mezzanotte per non dar fastidio e se trovo nel lavandino un piatto sporco che non sia mio, lo lavo ugualmente. Ma si sa, non tutti possono pensarla allo stesso modo.
Immaginato da Ale451 alle 11:41 PM 2 commenti
