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mercoledì, gennaio 21, 2009

En una noche

Mi ero quasi dimenticato di quanto sia bella la notte. Silenzio attorno, tempo relativo, immagini sfumate in un generale senso di quiete.
Ricordo che c'è stato un periodo nel quale tornavo a casa la notte e scrivevo. E ogni volta qualcosa di particolare colpiva la mia mente, faceva scattare un meccanismo che poteva lasciarmi anche per ore a riflettere o semplicemente a guardare il soffitto, ad ascoltare una canzone. Senza il continuo martellare della società moderna, senza gli strepiti di apparecchi televisivi, senza la fretta di doversi riposare assolutamente.

Sarà forse perchè ogni cosa di notte ha una diversa sfumatura, o perchè le ore scorrono senza fretta, ma tutto mi sembra più chiaro, più semplice. Sarà anche perchè in città il contrasto tra le due parti del giorno è fortissimo, dalla confusione al nulla, dallo stress al relax.
E questo accentua un nuovo punto di vista: non mi sembra di buttare le giornate, che iniziano molto più tardi del solito. Perchè la notte, con il suo fascino immobile, mi regala la voglia di creare ed esprimere. Ed è questa l'unica cosa che conta.

domenica, marzo 18, 2007

Lezioni di microeconomia

Sono sempre stato affascinato dal piccolo mondo del mercato sommerso, clandestino, fatto di persone che vendono, scappano, tornano e vendono. Mescolate nella folla, davanti agli stadi, lungo le spiagge, ai concerti, nei locali. Una vendita al dettaglio itinerante, organizzata e puntuale, che riverse nelle strade cinture, rose, cd, quadri.
In questi giorni Valencia è sconvolta dalla festa de Las Fallas. Il traffico sparisce dalle strade lasciando spazio e pubblico a commercianti, truffatori, venditori e artisti. Proprio di fronte all’arena dei tori un pagliaccio gioca coi passanti e incanta i bambini, un mago si esibisce con trucchi non tutti riusciti perfettamente. Ai lati delle vie, noncuranti di tutto ciò che può accadere, stanno le statue viventi. Rispondono ai botti dei petardi con un semplice battito di ciglia, immobili, argentate. Solo di quando in quando riprendono vita con movimenti metallici e regolari, sempre legate al personaggio da un filo sottile di arte e perplessità. Un cowboy, un elefante e un antico legionario si nascondono tra le pieghe della folla, rubando l’attenzione dei passanti.
Ma è nella notte valenciana che i veri strateghi della microeconomia scendono in campo. Personaggi singolari, che si muovono nella confusione con zaini e valigie vendendo lattine di birra. Alcuni furtivi, discreti, altri esagerati e noncuranti. Camminano con carrelli che hanno riempito al discount nel pomeriggio, rifacendosi un euro alla volta delle spese di viaggio, d’acquisto, d’affitto.
I più coraggiosi si pubblicizzano alzando cartelli sopra la massa informe di teste e persone che cammina nel centro città. Quando ormai il mercato abusivo della birra è pieno, ecco spuntare valide alternative, banchetti di cocktail e sangria che lentamente si scavano la loro nicchia nella new economy valenciana. Pochi secondi e il banco è pronto, un rapido cambio di postazione per un imprevisto passaggio di polizia e l’avventura ricomincia. Destino peggiore tocca ai venditori di panini, che nella fuga dalle forze dell’ordine devono trascinarsi dietro bombola del gas, ceste di pane e piramidi di salsicce tra due ali di folla affamata e sempre pronta a cogliere al volo l’occasione.
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sabato, marzo 03, 2007

Ragazzi di vita

L’identità nazionale a volte è fortissima. In Italia sicuramente, visto che quando si esce dai confini dello stato non si smette mai di parlarne. Si raccontano leggende sul fatto che tutto sia più bello, migliore, perfetto. D’altronde abbiamo inventato pizza e spaghetti, e con questo ci giustifichiamo quando non rendiamo merito a culture millenarie e sconosciute. Italians do it better.
Quando parlano spagnolo gli italiani non ci mettono neanche un briciolo d’impegno. Tanto si fanno capire ugualmente. Verbi coniugati all’infinito, parole in dialetto, pronuncia così come viene. Certo ci sono anche quelli che si applicano, studiano, è solo questione di tempo.
Ma una linea generale di supponenza ci precede sempre. L’Italiano suscita simpatia, ma sotto sotto viene considerato un po’ sbruffone, un po’ tonto (in spagnolo rende bene l’idea). Quello che arriva, punta la prima ragazza, poi vede rotolare un pallone per terra e gli corre dietro.

Per la cronaca ho conosciuto il primo siciliano che parla spagnolo perfettamente. E il primo valenciano che parla toscano. E la prima ragazza finlandese che picchia un ragazzo. Può sembrare strano, ma è proprio così. Notte, chiusura di un locale, gente ubriaca. La bionda fanciulla, che si sentiva presa in giro, ha afferrato il giovanotto per il collo e lo ha sbattuto a terra. Con conseguente rabbia omicida di quest’ultimo ferito nell’onore. Ho così pensato di adottare la solita tattica: passare in mezzo, dire una frase stupida tipo “un carabiniere entra in un caffè, splash”. Di solito i lottatori rimangono molto stupiti e quell’attimo fa sbollire la rabbia. Almeno, se poi si picchiano, lo fanno con meno convinzione. Questa volta invece sono rimasto bloccato tra i due. Da una parte lo spagnolo, che secondo me pensava più o meno: “una ragazza non la picchio, però faccio il gesto forte tanto c’è questo qua che mi ferma”. Dall’altra la finlandese: “io quello lo ammazzo, tanto c’è questo qua che me lo tiene fermo”. Pochi feriti, qualche contuso, tifo da stadio. Una notte di ordinaria follia.
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sabato, febbraio 17, 2007

Notte

Ci sono notti nelle quali i pensieri corrono. E il sonno non arriva mai. E’ il momento dei ricordi, dei sogni, dei progetti. Forse perchè tutto è fermo, tranquillo, lento, rilassato. Nessuna notte scivola via come le giornate che viviamo senza accorgercene. Forse perchè sono poche immagini che ci restano impresse, mentre una giornata ci sommerge con banalità, ci sfianca con ritmi ripetitivi, ci inonda di messaggi inutili.
Ho in mente fotografie bellissime di queste ultime notti: il fascino di una via mai percorsa, un taxista che suona la chitarra mentre aspetta i clienti, l’essermi perso tra piazze e fontane.
Un senso generale di immobile bellezza, di silenzio. Perchè nel buio non possono esserci difficoltà, differenze, complicazioni, indecisioni. E se ci sono non si vedono.
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