domenica, aprile 14, 2013
lunedì, marzo 14, 2011
Despedida
Tutto accade per un motivo? La persona che aspettavi non arriva in modo che tu possa incontrarne un'altra? O magari un uomo ti minaccia con un coltello perche' tu debba cambiare strada e ritrovare un vecchio amico? A quanto pare si.
Non mi piacciono gli addii. Non mi sento di porre la parola fine a un viaggio di questo tipo. Preferisco considerarlo un piccolo tassello di un personale cammino. Di conoscenza, incontro, condivisione. Voglio pensare a tutto quello che ho visto come parte integrante di ogni mio giorno.
Voglio semplicemente continuare, come se fossi seduto in un autobus scassato sudamericano, ad affrontare con la stessa curiosita' e apertura mentale ogni sfida della vita.
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Tags: despedida
domenica, marzo 13, 2011
Quattro salti in padella
GIORNO 50, BUENOS AIRES, ARGENTINA
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Tags: buenos aires, pasta, pomodoro
venerdì, marzo 11, 2011
Impressioni
Ma che bella che e' questa citta'. Resto a vivere qui, quasi quasi. E non me l'aspettavo. Perche' c'e' una cantante rap francese che ascoltavo un po' di tempo fa che e' sempre arrabbiata, con tutto e con tutti. E' tanto polemica e tanto brava, ed e' una francese a meta', cioe' figlia di immigrati, argentini per l'appunto. Di Salta.
Vorrei restare qualche giorno. Ma le lancette corrono inesorabili, mancano diciotto ore di autobus alla meta, a Buenos Aires. Quindi nella notte si va. A presto, Salta.
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giovedì, marzo 10, 2011
Giro in giro
GIORNO 47, LA QUIACA, ARGENTINA
In compenso sono un grande conoscitore di La Quiaca, provincia di Jujuy, tredicimila abitanti e punto di passaggio per chi arriva dalla Bolivia. Per darvi un'idea, sono uscito dalla nazione a piedi e ho raggiunto l'altro capo della cittadina, dove sta il terminal degli autobus. Quasi un quarto d'ora di cammino. Arrivo alle sette di mattina, si riparte a mezzanotte. Un giro al parco (quattro volte), poi lungo il corso principale (sei volte), una capatina all'internet point (due volte), e ancora al terminal dei bus (infinite volte). E ancora qualche ora d'attesa prima di una notte in viaggio.
mercoledì, marzo 09, 2011
Salt lake
GIORNI 44-45-46, SALT LAKE TOUR, BOLIVIA
GIORNO 1
GIORNO 2
GIORNO 3
domenica, marzo 06, 2011
War games
E lo ammetto, mi hanno schiumato. Ma non sono uno che perdona: ho deciso che quel poco che ho imparato facendo servizio militare oggi mi sarebbe tornato utile. Poi mi sono ricordato di non aver fatto servizio militare, e allora ho pensato a Clint Eastwood. Ho visto 'Per un pugno di dollari', 'Il buono il brutto e il cattivo', l'ispettore Callaghan, ma soprattutto 'Gunny'. La storia di un vecchio ufficiale che addestra un gruppo di brocchi e li fa diventare dei veri marines.
Ho reclutato un gruppo di ragazzini che vagavano solitari per la citta' in guerra. Ne ho piazzati due con armi di precisione sulla cima di un fontana spenta. Tre con bombe d'acqua agli angoli della piazza. Altri due votati al sacrificio appiattiti contro il muro del chiosco dell'informazione turistica. E quando si avvicina qualcuno con un tubo di schiuma, fuoco libero. Finche' non e' arrivato un ragazzino con un carrello di bombe d'acqua, e abbiamo stretto un'alleanza strategica.
Il bello della guerra e' che ce la possiamo prendere con le minoranze. Tutti insieme contro i deboli. Abbiamo massacrato un gruppo di turisti francesi. Poi due seminaristi. E uno che poteva sembrare palestinese, cosi', tanto per completare la tabella.
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sabato, marzo 05, 2011
Mineros
Ho il mio elmetto in testa, la tuta gialla, gli stivali, la cintura con la batteria per il fascio di luce che parte dalla fronte. Bisogna piegarsi, tanto, e spesso. Fa freddo nei cunicoli, e caldo, trentacinque gradi. Ci sono travi spezzate, buche di decine di metri, scale di legno, polvere. Portiamo coca e succo a quegli uomini rinchiusi nelle tenebre. Uomini che non hanno scelto di essere minatori, ci si sono ritrovati, senza alternativa. Uno mi regala una pietra di stagno e argento, e' stata una buona settimana e per una volta venderanno bene il frutto del loro lavoro ai gringos delle multinazionali. Guardo quella pietra e penso che mai piu' nella vita potro' lamentarmi del mio lavoro.
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venerdì, marzo 04, 2011
Totótruffa
Ci ho messo tre giorni per capire che mi fanno male le braccia per colpa dei mosquitos. Tra la selva di Macchu Picchu e quella di Sorata ho rimediato un centinaio di punture. E poi mi sono preso la contrattura insolita, che non avevo dalla mia gioventu' da quattrocento ostacolista, e se cammino tanto mi fa male una gamba. Nell'autobus questa notte faceva un freddo incredibile, e mi sono salvato dall'assideramento solo con un ingegnoso utilizzo della mia giacca a vento.
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giovedì, marzo 03, 2011
Welcome back
Once again in La Paz. Funziona cosi', devi ripassare da queste parti se ti sei perso in qualche paesino tra le montagne. Perche' qui e' snodo, via, incrocio.
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martedì, marzo 01, 2011
Su e giu da un palco
Album consigliato per il viaggio La Paz - Sorata: Su e giu da un palco, Luciano Ligabue, 1997. Doppio album live. Credo il primo che ho comprato, quando avevo suppergiu' tredici anni e ventottomila lire in tasca. Due cassette, nastro che scorre canzone dopo canzone, e il rumore della bobina che si riavvolge. Se non mi ricordo male una copertina azzurra e un uomo di spalle, con un cappello di paglia in testa. Credo che l'album si sia consumato per quante volte l'ho ascoltato, o forse e' semplicemente in quell'accozzaglia di oggetti confusi che rappresentano una cronistoria della mia adolescenza.
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lunedì, febbraio 28, 2011
domenica, febbraio 27, 2011
Gira la ruota
sabato, febbraio 26, 2011
Saturday night
GIORNO 35, LA PAZ, BOLIVIA
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venerdì, febbraio 25, 2011
Fifties
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giovedì, febbraio 24, 2011
Bolivia express
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Tags: bolivia, copacabana, titicaca
mercoledì, febbraio 23, 2011
Vamos a la playa
GIORNO 32, PUNO - LAGO TITICACA, PERU'
martedì, febbraio 22, 2011
Decisioni
Poi ho deciso che il mio zaino e' anche borsa frigo. Basta crederci. Quindi la vaschetta di mortadella si conserva li per domani. Anche perche' l'emozione di trovare la mortadella in cima alle Ande e' difficile da spiegare.
E poi oggi a pranzo ho deciso che ho uno stomaco d'acciaio e non mi da fastidio niente, e sono andato il ristorante indiano tutto a volonta'. Entri e ti distruggi di pollo al cocco, farina di ceci, basmati e cose strane e colorate che forse una volta erano verdure.
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lunedì, febbraio 21, 2011
Inca jungle
GIORNI 27-28-29-30, INKA JUNGLE, PERU'
C'e' l'olandese che ho incontrato in ostello, che nel suo poncho rosa sembra il leader di classifica mentre scende i tornanti dell'Abra Malaga. Poi uno scozzese che non teme il freddo. Fratello e sorella dall'Irlanda che lottano per le prime posizioni. Un italiano uscito da 'Il signore degli anelli'. Un gruppo di cileni che saranno la grande delusione di questo giro del Peru', tutti ritirati tra la seconda e la terza tappa e raccolti dal pulmino ammiraglia che vigila sulla buona salute degli atleti.
GIORNO 1
Un bel gruppo. Il primo giorno, sulla vetta del monte, si gela. La discesa e' molto tecnica, la strada, a tratti, e' attraversata da torrenti e cascate. Dopo la diffidenza iniziale, si vola, inzuppati fradici, con le ruote della bici che sollevano terra e pioggia. Nel pomeriggio, per non farsi mancare nulla, partiamo per fare rafting. Il fiume e' impressionante, gonfio per il mese delle precipitazioni, con rapide di livello tre e mezzo, a tratti quattro. Lottiamo per due ore contro la forza della corrente, volando da una parte all'altra. Uno dei due gommoni viene letteralmente scaraventato per aria e piccoli caschi gialli annaspano tra le onde cercando salvezza. A conti fatti, un solo ferito.
Piu' uno caduto in bicicletta. Meno due per la lotta in classifica.
GIORNO 2
Partenza alle sette di mattina, piove, insistentemente. Si cammina, la strada e' chiusa per la presenza di frane. Attraversiamo un tratto di corsa mentre ancora le rocce rotolano gettandosi nel letto del fiume impetuoso. Dopo un po' la pioggia se ne va e si sale sul fianco della montagna, sull'antico sentiero inca, fatto di pietre e gradini. Quando la strada esce dalla macchia di alberi di maracuja il paesaggio e' impressionante. Siamo praticamente nel vuoto, aggrappati a una lingua di roccia che cammina sullo strapiombo. C'e' chi e' in grossa difficolta'. Chi mastica foglie di coca. Tutti ci segnamo il volto con il rosso estratto da una pianta rituale, come gli antichi messaggeri. Oggi si fa classifica. Al termine della tappa, forse nove, dieci ore nelle gambe.
GIORNO 3
Si riparte, in cammino. Un ponte di corda sul fiume. Poi una carrucola con cestello, che passa da una sponda all'altra, mentre le gocce dei flutti di bagnano il volto. Il giorno prima abbiamo anche avuto l'ormai classico tronco d'albero per attraversare una stretta gola che, nell'immaginario di tutti, era popolata da piraña e coccodrilli. Nel pomeriggio appare la sagoma della montagna di Machu Picchu, e il pueblito turistico di Agua Caliente, ultima tappa prima della salita alla meraviglia del mondo.
GIORNO 4
Sono le quattro di mattina e c'e' grosso fermento tra le strette vie di Agua Caliente. Alle quattro e mezza apre il ponte per iniziare la salita a Machu Picchu. Il sito apre alle sei, e chi vuole visitare la parta piu' alta, ovvero la montagna di Huayna Picchu, deve rientrare tra le prime quattrocento persone. Da non dimenticare che alle cinque e mezza inizia il servizio autobus, al prezzo esagerato di quindici dollari, ma comunque molto richiesto. Ma il vero viaggiatore sale a piedi, sia chiaro.
Gradini di pietra, al buio, luce di torce e gente che corre, poi crolla, su panchine improvvisate. Ce la facciamo, in un'oretta. L'olandese a tirare il gruppo, l'italiano in fuga con il colombiano rivelazione, gli irlandesi determinanti nella fase finale. Tutto il gruppo qualificato.
E poi, cosa dire. Machu Picchu. Una citta' sulla cima di una montagna, sentieri che si inerpicano sulle vette, lama che brucano indisturbati. Un tempio astronomico che segna equinozi e solstizi con una precisione inaspettata, terrazzamenti per le coltivazioni, e il rumore, lontano, del fiume Urubamba, ridotto a una linea sottile sul fondo della valle.
Fine del tour. La sera si fa ritorno a Cuzco, in treno e autobus, con una meraviglia del mondo in piu' negli occhi e nel cuore.
Immaginato da Ale451 alle 1:45 PM 0 commenti
mercoledì, febbraio 16, 2011
Spiderman spiderman
Quando non stai bene e sei lontano da casa tutto e' piu' difficile. Pensi di non alzarti dal letto, ma sai che nessuno ti portera' il pranzo o una tazza di the' caldo. Cuzco mi ha distrutto. Totalmente. Niente di irrecuperabile, d'accordo. Ma tempo perso, fermo, a fissare il vuoto.
E invece c'e la voglia di andare, di vedere. A migliaia di chilometri da casa, non si puo' restare ad apprezzare la decorazione di un paio di lenzuola e la morbidezza di un cuscino. Tutto sfugge un po' di mano. Pochi stimoli.
La vista della citta' dalla finestra. Notevole. Le urla di due australiani che giocano a ping pong. E non urlano perche' giocano a ping pong. Urlano e basta. Sempre.
In compenso le mie capacita' sensoriali stanno diventando come quelle dell'Uomo Ragno. Ho percepito che stava per entrare qualcuno in camera quando ancora non aveva iniziato le scale. Ho sentito una farfalla sbattere sullo specchio del bagno. Ho capito che la guardia all'ingresso dell'ostello stava leggendo dal fruscio delle pagine.
Superpoteri. O forse semplice attenzione, di chi aspetta che la giornata passi alla svelta e si porti via ogni stanchezza.
Immaginato da Ale451 alle 2:02 PM 0 commenti
Tags: rumori, suoni, superpoteri




